BORSA del NONNO

….mail di uno studente universitario al papà….

“Borsa del nonno”

un’ idea magnifica !

Sapere che quello che stai studiando, ti viene finanziato da una persona a te cara, che purtroppo non ha potuto vederti crescere e maturare, ti sprona e ti riempie di il cuore di gioia.

Ti aiuta anche a prendere coscienza di quelle che sono le “routine” degli adulti, ti insegna come sopravvivere, come risparmiare, capire quali sono le cose fondamentali.

Ti fa capire il vero “peso” dei soldi, della fatica e dei sacrifici che bisogna fare per conquistarli.

Ti fa capire il vero “sapore” delle cose; il gusto di conquistarsi qualcosa perché lo si è realmente guadagnato, e non perché lo si è semplicemente chiesto.

Ti fa crescere in meglio.

……mail firmata

La tua #casa ideale ? Come il tuo #partnerideale !!

Per puro esercizio ho chiesto ad un collega di disegnarmi la #donnaideale.

Senza preavvisi e preparazione ci siamo seduti nella nostra sala riunioni con un blocco, una matita e un iphone.

Inizio chiedendogli di disegnarmi la “donna ideale” descrivendone quali, a suo piacimento, ne siano i canoni.

IO: << Secondo te, com’è la donna ideale?>>

LUI: << La “donna ideale” può essere soltanto tua; io posso solo aiutarti a capire quale essa sia.>>

IO: << Okay, mi piace questo gioco!!>>

Inizio a descrivere la mia “donna ideale”.

Tra le tante richieste, arrivo perfino ad indicargli di desiderare che la mia “donna ideale” abbia un seno prosperoso…LUI, mi accontenta disegnandolo!

Disegna un seno talmente bello e realistico che mi fa arrossire, non volevo una “sex simbol”, volevo solamente la mia “donna ideale”!!!… LUI capisce il mio imbarazzo e subito pone rimedio: la veste.

Da li in poi un tripudio di richieste esaudite: fiori, gioielli, sguardo seducente, occhi profondi e capelli mossi dal vento che non dimenticherò mai!

IO: <<Non sarei mai stato capace di disegnare la mia “donnaideale”!>>…

E LUI, non ha disegnato la sua “donna ideale”, ma la mia!

Questa, è per INGEN, l’empatia.

Questo tipo di comunicazione, è ciò che si deve creare sempre tra Committente e Professionista.

Per noi progettare è un continuo scambio di esigenze, sensazioni, emozioni che portano il Committente in un viaggio esperienziale che ha come meta la sua “CASA IDEALE”.

Questo tipo di approccio non è usuale, può nascere solo in presenza di un #committenteilluminato, colui che sempre ricerchiamo.

Questo esercizio e’ stato utile per prendere atto:

  • Che la “donna ideale” è già al mio fianco;
  • Il progetto non è un disegno, ma il risultato di un percorso pluridisciplinare, fondato sul confronto, per arrivare all’obiettivo desiderato.
  • Che siamo pronti a progettare la tua “casa ideale”.

#etuchecommittentesei ?!

Eudemonia

Da Wikipedia:

“L’eudemonismo è la dottrina morale che riponendo il bene nella felicità (eudaimonia)[1] la persegue come un fine naturale della vita umana.[2]”

Praticamente la mattina quando ti svegli impegnati affinchè  quello che andrai a fare, sarà per il bene al territorio e  semplificherà la vita alle persone.

Basta questo per uscire di casa con un sorriso.

Maria Montessori secondo me.

images

Non mi occupo di pedagogia, non ho informazioni e formazioni specifiche, ma chi non conosce  Maria Montessori, pedagogista di fama internazionale.

Oggi durante una visita alla “Manifattura Tabacchi di Chiaravalle” ho appreso che  la struttura esiste fin dal 1759, che vi lavoravano sopratutto donne provenienti  da tutta la “Vallesina” e che per questioni di sicurezza nei trasferimenti da e per il lavoro, piano piano,  si sistemarono stabilmente nelle vicinanze del luogo di lavoro, facendo nascere la città’ di Chiaravalle.

Ora mi spiego perché il Viale antistante la Manifattura si chiama delle “Sigaraie”; donne lavoratrici che grazie ad uno stipendio ostentavano la loro posizione sociale  di favore rispetto alle altre donne dello stesso periodo.

La Manifattura per ovvi motivi di “sicurezza” era una sorta di fortino, di caserma, una città nella città, al proprio interno tutte le necessità, chi riparava le biciclette, mestieri e rivendite varie, l’asilo.

Il papà di Maria è stato il responsabile della manifattura tabacchi nel 1870 quando lei e’ nata. Probabilmente non solo lo ha frequentato quell’asilo,  ma forse ci ha pure giocato a fianco, ne ha visto le dinamiche da adolescente…

Ora mi spiego perché’:

e’ stata la prima donna italiana a laurearsi in discipline in ambito neuropsichiatrico;

si è distinta per l’impegno femminista;

raggiunse la sua fama internazionale soprattutto con il suo “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei Bambini.

La riflessione: si diventa Maria Montessori sicuramente anche grazie al percorso scolastico, ma sopratutto agli #spaziinterstiziali della sua vita. Ognuno di noi vive immerso in delle realtà, in delle relazioni, che determinano il futuro di ciascuno di noi. Non so se la scuola,  la formazione attuale lo comprende. Nozioni si ma la “contaminazione” e’ tutto.

E’ importante conoscere il “Metodo Montessori”, ma ancora più’ importante è capire l’humus che ha permesso a Maria  Montessori di scrivere il suo metodo.

Grazie “Mappelab” per le occasioni magiche che regalate, Grazie al Dott. Massimo Vitarelli per la emozionante visita odierna.