Trasparenza e…..PARTECIPAZIONE……motori per emozioni verso un mondo migliore

“Nel mezzo del cammin della mia vita” parafrasando il grande Dante, altro che” selva oscura”, in materia di Partecipazione, mi trovo davanti ad un sola certezza:
 
La partecipazione che ho visto sino ad oggi e’ nei fatti poco più’ di una “rappresentazione teatrale”!!
Provo un grande senso di disagio,  quando leggendo lavori di volenterosi urbanisti, di appassionati componenti di associazioni, apprezzo  dichiarazioni di buon senso, gioisco dall’espressione di sani principi, percepisco ore ed ore di lavoro spesso rubate al normale impegno di lavoro, che producono pagine di note, che troppo spesso pero’ rimangono disperse in cassetti polverosi.
La trasparenza: Internet, nonostante tutte le resistenze del caso, ha fatto fare passi da gigante alla “trasparenza”. Negli anni ’80 se cercavi un lotto edificabile in un Comune, o eri “un amico”, o eri “introdotto” nel sistema, o difficilmente rintracciavi l’informazione.
Oggi, bene o male, tutti i comuni hanno il PRG “on line”, si può fare quasi ordinariamente  un bello screening di esigenze “urbanistiche” senza entrare in un ufficio comunale.
Ancora molto si può  fare……..basti pensare che se prendiamo tre comuni nell’arco di trenta km, un’ area edificabile in uno e’ denominata: “TE2.2” , in un’altro “ZUR….e qualche altro numeretto”, “BR” nell’altro………. ma almeno su questo argomento qualcosa e’ stato fatto ed ancora si sta facendo.
In materia di “partecipazione” invece….. siamo al punto zero!
Per comprendere…qualche esempio:
Vogliamo parlare di viabilita’ sostenibile di una città’?
Banalizzo ma gli scenari visti sono …….: l’amministrazione fa un proprio progetto, lo gira per illustrarlo verso le istituzioni più’ rappresentative (troppo spesso non si sa più’ di chi) quattro moine, qualche urlo di cittadino  che nella riunione  alza la voce sulla buca nell’asfalto vicino casa…….dopo di che ….si dichiara l’avvenuta partecipazione…..si fa quello che l’amministrazione aveva già’ deciso di fare o non si fa nulla.
Quale invece dovrebbe essere il processo?
Mappe stradali, costi e modalità’ del trasporto pubblico, studi statistici sui flussi, sulle destinazioni, orari, tratte, costi,  appositi funzionari per mettere a disposizione dati…i più’ disparati ….(altrimenti a cosa serve il “servizio pubblico”) …….e poi ancora: comunicazione dell’evento fatta con modalità’ sintetiche, video  emozionali………riunioni informative, formative…..riunioni operative, insomma:
non e’ detto che alla “partecipazione” debbono esserci tutti. Solo chi lo vuole. Ma tutti debbono essere in grado di disporre, grazie alla “trasparenza” di dati, di numeri, di valori, di proiezioni, di best practise, di limiti e quanto altro utile per una partecipazione “moderna”. Un moderatore preparato riuscirà a tenere a bada e convogliare nelle sedi opportune il “partecipante” che ha la “buca sull’asfalto” come problema.
La partecipazione non può essere di casta, ( la casta, qualunque essa sia, troppo spesso “se la canta e se la suona”) per  funzionare, la PARTECIPAZIONE abbisogna di trasversalità, deve essere pluriculturale, pluridisciplinare, plurigenerazionale.
Altre parole chiave sono:
Individuazione delle problematiche, informazione, formazione, comunicazione, coinvolgimento, partecipazione, proposte, sintesi, fatti, monitoraggio e diffusione risultati.
Partecipare e’ faticoso sia per chi pratica che per chi la organizza, ma e’ l’unico modo di governo attivo e controllato esistente per definire una società “democratica”.
Voglio ancora sognare e prima o poi sono sicuro che la “partecipazione”, come la intendo, si farà.
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Urban Easy – Laboratorio per la formazione, informazione e partecipazione dei cittadini

Nuove frontiere per la partecipazione.
La partecipazione e costruttiva se i cittadini vengono prima informati e formati sugli eventi.
La partecipazione non può’ essere relegata ad una statistica o ad una intervista su un argomento.
La partecipazione e’ un percorso.
Per ottenere risultati virtuosi sul funzionamento della città, sull’ urbanistica, su temi come la sostenibilita’ ambientale, l’efficienza energetica, non bastano  imprese e professionisti preparati,  ma occorre una crescita  culturale dei cittadini che sono i veri attori della quotidianietà.
Va bene la formazione per i politici, per le imprese, per i professionisti, ma attualmente ci si e’ dimenticati dell’anello fondamentale: i cittadini.
La sfida?
I ns giovani formati nella Scuola per formare i loro genitori, lo scambio di valori generazionali diventerà la leva virtuosa per far comprendere i meccanismi Istituzionali e rendere efficace la partecipazione.
Il  sogno?
Iniziare dalla Vallesina e produrne un “format” ripetibile.
Individuare uno spazio pubblico, che non interferisca con le normali attività d’ufficio, dove organizzare il laboratorio ed iniziare il volo.