Lo sapevate che………

a fianco del portale del Palazzo della Signoria di Jesi vi e’ la forma del mattone e del coppo tipico del “contado jesino”?

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Mobilità sostenibile Bici elettriche

Finalmente anche a Jesi le famose “bicincittà”.

Ho sempre guardato con diffidenza le bici elettriche in quanto le ho sempre considerate dei “motorini”, amo la bici e la salutare pedalata.

Ho provato le bici messe adisposizione dal Comune di Jesi e mi sono ricreduto, la pedalata rimane, ma rimane tale anche quando si percorre una salita e ciò non è poco.

Amo l’iniziativa e sono un appassionato utilizzatore, sabato scorso abbiamo passato con mia figlia uno spendido sabato mattina correndo attraversando in lungo ed in largo Jesi, in movimento ma senza fatiche estreme.

Un punto di arrivo……….sicuramente un buon punto di partenza!

4 marzo 2012

4 marzo 2012

Giorgio Genangeli

Il sogno è la creazione di una tavola rotonda permanente con l’obbiettivo di giungere alla semplificazione, riorganizzazione e regolamentazione delle procedure burocratiche che regolano l’attività edilizia.

Oltre, ovviamente agli organi istituzionali: Regione/Provincia/Comuni/ordini professionali/categorie produttive, consumatori ecc. sono invitati a dire la loro chiunque mosso da reale passione ed entusiasmo verso questo settore, con percezione delle difficoltà ad operare nella macchina amministrativa attuale, voglia partecipare ad un processo di riflessione propositiva al rilancio dell’architettura, del sistema di lavoro che ci consenta di crescere, di realizzare opere in sicurezza, non solo utili e funzionali ma che lascino un segno tangibile in termini di qualità e nel senso della vita.

È sicuramente ora che si pretenda il rispetto delle norme, ma è ancora più importante che sia possibile rispettarle.

È possibile che per riutilizzare un contenitore esistente privo di qualsiasi valore storico, estetico, funzionale si debba procedere ad alchimie procedurali e peggio ancora a soluzioni costruttive inventate in spregio alle più elementari norme di sicurezza?
Decidiamo cosa va mantenuto, per il resto corriamo ai ripari, demoliamo, riutilizziamo, facciamo sì che del processo non ne goda solo l’operatore ma anche la cittadinanza (gli attuali parametri di standard sono freddi… possono essere una base guida ma poi leghiamoli all’intervento). La progettazione deve essere renderizzata, trasparente e soggetta alla pubblica gogna. Va definito quando un progetto può rimanere nel privato o quando l’impatto incide sulla collettività, in questo caso la collettività deve dotarsi di strumenti moderni per poterlo valutare e non doverlo subire.

Pensate che il processo di pubblicazione di uno strumento urbanistico attuale, con i mezzi che ci sono oggi a disposizione, sia trasparente?

Al “Permesso a costruire” deve essere data una valenza superpartes, una volta ottenuto deve essere una certezza; non una tappa di un percorso ad ostacoli. Il professionista deve essere il garante della correttezza di un processo… ma all’interno di un quadro normativo certo… non il chimico alchimista, equilibrista, burocrate che siamo abituati a vedere, che esercita il suo continuo “Triplo salto mortale” del tanto fino ad oggi mi è riuscito.

Rilancio dell’architettura. Dove sono i mecenati… fatevi avanti!… Perchè li castriamo?
Di progettisti bravi ce ne sono (noi italiani l’arte l’abbiamo nel DNA), nonostante tutto disponiamo ancora di manodopera iper specializzata (basta pensare al basso grado di finitura edile degli altri paesi europei), abbiamo imprese organizzatissime, sicuramente abbiamo anche i soldi ma… chi ci consentirebbe di fare la ns Torre Eiffel ?

Pensiamo alla attività architettonica degli ultimi anni:
•  in quale nuova lottizzazione residenziale si farebbe il Viale Cavallotti o il viale della Vittoria;
•  in quale si farebbe una piazza o un parco degno di tale nome
•  si tenta di replicare con le gallerie dei centri commerciali  quello che accadrebbe automaticamente nei nostri centri storici se fossero rivitalizzati… perché, non dimentichiamo, noi li abbiamo, i centri storici!

Non parliamo poi se un cittadino deve ristrutturare la propria casa… un intervento medesto 100.000 euro quando parla con l’impresa è tutto chiaro… con tre mesi si fa tutto… il preventivo va bene!
Rimane da parlare con il tecnico… dice il committente cosa vuoi che sia si fa una DIA!
LA DIA, una panacea, una parola magica che racchiude in se tutto e niente…
con la faccia rossa, timidamente il tecnico inizia a dire “si può fare una DIA e iniziare i lavori tra 30 giorni ma… ma… ma…prima debbo mettere alcune crocette… crocette e cioè? adesso le spiego:
•  trascuriamo le cosucce solite tipo: i dati anagrafici, fiscali, il titolo di proprietà, il codice edificio, le varie individuazioni urbanistiche, catastale, l’orientamento, le foto, i diritti di segreteria ecc.
•  poi dovrebbe essere cosi gentile di darmi gli estremi degli atti autorizzativi della sua casa… (e qui entriamo nella prima parte del percorso di guerra)
•  poi dobbiamo capire in che tipologia di intervento operiamo… giustamente dobbiamo far applicare la giusta tassazione IVA
•  poi diventiamo gli artefici e garanti dei 36 % dei 55 % per cento, delle aliquote agevolate.
•  poi provate a riflettere sulla reale portata delle “crocette” in un mondo in cui di certo c’e’ solo la vs firma, e iniziate a vedere se c’e’ amianto, se ci sono vincoli e quanti, se ci sono condoni, parere Ausl, pareri enti preposti, essenze arboree, rifiuti, condotti di esalazione, acque reflue, rispondenza ai dati urbanistici, soprintendenza, ex genio civile, VVF, legge 13, 46/90, ex 10/91, acustica, accatastamento, certificati di collaudo, conformità ecc., mixateli con enti territorialmente distanti tra loro e con visioni non eterogenee… vi state avvicinando alla medaglia!
•  cosa manca? Dimenticavo l’unica cosa che conta è quella che desideravo fare quando ho scelto di fare questo mestiere: il Progetto esecutivo, i particolari costruttivi, scegliere i materiali giusti, dirigere i lavori, fare un’opera degna di essere chiamata tale.
Possibile che non si riesca a standardizzare le procedure ed i responsabili di procedimento su processi simili e ripetibili senza incidere troppo sulle tasche dei cittadini banalizzando la vera professionalità dei progettisti?
Infine ditemi una cosa: ma per quale assurdo motivo se un professionista serio applica una parcella concordata di 1000,00 euro il cittadino tra Iva e maggiorazioni di legge ha un’esborso di 1248,00 euro e qualche commento del tipo “è bravo ma caro” (al professionista rimane al netto delle tassazioni 500.00 euro); se il cittadino paga 500,00 euro in nero, al professionista rimane esattamente la stessa cifra ma in più “è un’amico”! Facciamo qualcosa invertiamo la tendenza, semplifichiamo i processi, facciamo sì che si abbiano costi accettabili, controlliamo che tutti li seguano, e puniamo in modo esemplare le storture.

Facciamo tesoro delle “cretinate” che quotidianamente incontriamo ed insieme studiamo il percorso da sottoporre a chi avrà la saggezza di farne tesoro e di eliminarle.
Facciamo in modo che le piccole cose possano essere fatte bene e lasciamo spazio, risorse umane e patrimoniali per crescere e fare bene le GRANDI COSE.

Debbono essere riconosciuti e valorizzati i progetti che tendono a realizzare percorsi di svolta di inversione di tendenza… premiare le idee, i risultati, riconoscendo sicuramente gli utili agli operatori coraggiosi, ma mai abbandonarsi alla mera speculazione.
Tracciamo un percorso che lasci alle spalle un’epoca in cui la maggior parte delle cose sono state realizzate con il solo intento speculativo, del mordi e fuggi, del tanto funziona così, per lasciare spazio anche a quello che tutti desiderano… ciò è raggiungibile… la data è fissata al 4 marzo 2012!

Basilea II

Nell’ambito del consueto corso di aggiornamento, ci hanno mostrato le dinamiche piu’ innovative in materia di matematica finanziaria, gli algoritmi più arditi, i sistemi più innovativi per esprimere il valore di un immobile.

A cosa applichiamo tutte queste nuove conoscenze?

Al valore di mercato!

Chi esprime realmente oggi il valore di mercato?

L’agenzia delle entrate? l’Ufficio del Territorio? la Borsa immobiliare? le Agenzie Immobiliari? I notai?

….e secondo quale metodo??…..quale la “convenzione” di interpretazione dei dati?

La realta? girano purtroppo  dati pressapochistici, di scopo, di comodo.

Costruiamo insieme un nuovo Format capace di dare risposte inequivocabili

il BUONSENSO

Basta leggere il vocabolario:

[buon-sèn-so] buon senso, bonsenso
s.m. (solo sing.)

Capacità naturale dell’individuo di valutare e distinguere il logico dall’illogico, l’opportuno dall’inopportuno, e di comportarsi in modo giusto, saggio ed equilibrato, in funzione dei risultati pratici da conseguire: avere b.; essere totalmente privo di b.

….per riscoprire comportamenti perduti.

Sicurezza emozionale 2 – Ciak si gira

Geniale intuizione delle Fedearchitetti che mi auguro continui con queste produzioni.

Chiunque si occupi di sicurezza nei cantieri sa che il video e’ realtà. Tutti ci dobbiamo battere affinchè quello che sta succedendo ora sia solo un ricordo da raccontare ai nipoti…….la via di uscita? non basta imporre norme, dobbiamo far crescere una Cultura della Sicurezza che nulla come le emozioni sa inculcare.

Ingen ha impostato dei Protocolli emozionali da applicare alla Sicurezza nei cantieri

Sicurezza Emozionale

Felici di attingere dalla nostra cultura contadina…..

La mietitrebbia ci ha aiutato in efficienza ed in risparmio di forza fisica ma chi ha “trebbiato” ed ha partecipato ai processi relativi li ricorda con nostalgica emozione.

Le bandiere al vento applicate alle nuove coperture realizzate erano una sana abitudine, segno di conquista, del raggiungimento dell’obbiettivo, della sfida …..abitudini perse che vanno rivitalizzate.

Il decreto 81/2008 ( sicurezza)fissa le norme a cui tutti si debbono attenere ma poi viene inserito in un contesto non coerente;

NON APRIRE QUELLA PORTA ! Ha un significato diverso se viene detto ad un adulto o ad un bambino, a volte produce un effetto diametralmente opposto.

Le norme possono essere rispettate se tutti gli attori fanno la propria parte altrimenti siamo a burocrazia pura.

Un aspetto positivo della crisi e’ che ora e’piu’ facile scegliere i partner con cui lavorare.

Attingendo dal passato abbiamo iniziato ad applicare i ns protocolli che prevedono tra l’altro l’organizzazione in cantiere delle pause collettive ( riunioni di coordinamento): pranzo/aperitivo (rigorosamente analcolico) dove i diversi attori del cantiere si conoscono, condividono passioni, emozioni, nascono piu’ spontaneamente collaborazioni, si favorisce la comunicazione, mixano diversi punti di vista in un ciclo virtuoso che vale 1000 “POS” (piani operativi della sicurezza) tutti conoscono tutto, protagonisti e non spettatori di un evento.

Coinvolgimento emotivo degli attori + rispetto di se e degli altri + conoscenza = SICUREZZA

Sicurezza emozionale 1 – Ciak si gira

Geniale intuizione delle Fedearchitetti che mi auguro continui con queste produzioni.

Chiunque si occupi di sicurezza nei cantieri sa che il video e’ realtà. Tutti ci dobbiamo battere affinchè quello che sta succedendo ora sia solo un ricordo da raccontare ai nipoti…….la via di uscita? non basta imporre norme, dobbiamo far crescere una Cultura della Sicurezza che nulla come le emozioni sa inculcare.

Ingen ha impostato dei Protocolli emozionali da applicare alla Sicurezza nei cantieri

Sicurezza Emozionale

Felici di attingere dalla nostra cultura contadina…..

La mietitrebbia ci ha aiutato in efficienza ed in risparmio di forza fisica ma chi ha “trebbiato” ed ha partecipato ai processi relativi li ricorda con nostalgica emozione.

Le bandiere al vento applicate alle nuove coperture realizzate erano una sana abitudine, segno di conquista, del raggiungimento dell’obbiettivo, della sfida …..abitudini perse che vanno rivitalizzate.

Il decreto 81/2008 ( sicurezza)fissa le norme a cui tutti si debbono attenere ma poi viene inserito in un contesto non coerente;

NON APRIRE QUELLA PORTA ! Ha un significato diverso se viene detto ad un adulto o ad un bambino, a volte produce un effetto diametralmente opposto.

Le norme possono essere rispettate se tutti gli attori fanno la propria parte altrimenti siamo a burocrazia pura.

Un aspetto positivo della crisi e’ che ora e’piu’ facile scegliere i partner con cui lavorare.

Attingendo dal passato abbiamo iniziato ad applicare i ns protocolli che prevedono tra l’altro l’organizzazione in cantiere delle pause collettive ( riunioni di coordinamento): pranzo/aperitivo (rigorosamente analcolico) dove i diversi attori del cantiere si conoscono, condividono passioni, emozioni, nascono piu’ spontaneamente collaborazioni, si favorisce la comunicazione, mixano diversi punti di vista in un ciclo virtuoso che vale 1000 “POS” (piani operativi della sicurezza) tutti conoscono tutto, protagonisti e non spettatori di un evento.

Coinvolgimento emotivo degli attori + rispetto di se e degli altri + conoscenza = SICUREZZA

Steve Jobs e la mela

Quelli come me, del ’62, hanno un rapporto con il computer di amore odio.

Per lavoro devo utilizzare il computer, tutti i programmi di mia utilita’ funzionano in windows, sono una persona concreta, iper razionale e pure?

Ho comperato un iphone 3, un Imac, un macbookpro, oggetti costosi, completamente su standard propri…..ma costruiti con una filosofia tutta emozionale: prodotti di altissima qualita’, splendida fattura, enormi potenzialita’ ma sopratutto oggetti che trasudano la passione di chi li ha pensati, progettati, costruiti, venduti.

Da qui il mio innamoramento per questo splendido personaggio, padre padrone di questa azienda straordinaria, pacato, sorridente, semplice e originale nel vestire, maniaco perfezionista ma allo stesso tempo quel genio visionario capace di vedere un futuro che non esiste e di costruirlo.

Mi piace pensarlo nel ’76 nel garage sotto casa insieme all’amico Stefen Gary Wozniak, che trafficava con i primi Macintosh, mi piace vedere mio figlio con un suo amico armeggiare in mansarda. Steve da allora ne ha fatta di strada oggi e’ a capo di una delle prime Società per capitalizzazione del Mondo. Da qui ho capito che i sogni vanno inseguiti, per quanto mi riguarda non smettero’ mai di sognare e faro di tutto perche’ i miei cari lo facciano.

Steve ci ha imparato che la strategia vincente delle crisi: vederle come opportunità.

Nel 2005 Jobs aveva già combattuto con un tumore maligno al pancreas , e disse: sapere di dover morire presto e’ lo strumento che mi ha aiutato a prendere le decisioni piu’ grandi della mia vita, e’ il modo migliore per non cadere nella trappola di pensare che hai qualcosa da perdere. Il vostro tempo e’ limitato , non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro.

Altra frase mito di Jobs e’: “Stay hungry, stay foolish”…..”siate affamati, siate folli”!

Oggi ho letto sul giornale che Steve lasciera’ e lo ha detto cosi:

“Sfortunatamente e’ arrivato il giorno in cui non sono piu’ in grado di assolvere i miei obblighi di AD”

Grazie Steve…ancora una volta un brivido ha scosso il mio corpo….grazie per l’ennesima emozione!

un’ esperienza emozionale

l’esperienza emozionale e’ quel “brivido” che puo’, (secondo INGEN deve)  percepire un uomo quando desidera, sogna, acquista un bene, un servizio.

Tale evento porta in secondo piano ogni razionalita’ e fa si che quell’evento diventi da ricordare. Per essere percepito, e’ importante che chi produce il bene, chi  propone il servizio  sia sinceramente orientato a tale manifestazione, senza falsita’, con semplicita’, verita’, passione/amore convinti che si sta operando per il meglio, secondo i migliori standard di qualita’, regole, usi e consuetudini ad esso conosciute, convincere non manipolare.

La cosa  MERAVIGLIOSA  e’, che far provare una “emozione” a qualcun altro provoca la stessa “emozione” a chi la propone, un senso di benessere, di gioia, di vigore, di potenza, che alimenta un ciclo virtuoso di positivita’.

In un’azienda tutti i componenti della squadra devono essere specialisti della propria materia ma aperti e felici di confrontarsi tra loro al fine di creare una cosa sola. L’emozione ha inizio nei rapporti interpersonali tra colleghi, le negativita’ vanno eliminate, tutti devono contribuire ad evidenziare tali anomalie che prioritariamente vanno corrette.