Dopo il Property manager ed il Facility manager ritornera’ il “Fattore”?

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Lettera al mio Babbo, Bruno.

Ciao Bruno, ho avuto la fortuna di correrti dietro da bambino quando facevi il tuo lavoro di Fattore.

Genitori contadini, e tu, che avevi una formazione poco più che elementare, eri in grado di dispensare buon senso. Eri mite e burbero a seconda dell’occasione, amato ed odiato a seconda dei punti di vista; simbolo del buon vivere mettendo in atto una continua  “politica” di governo delle situazioni di approccio con le persone e le risorse che avevi di fronte. Per me sei stato una  naturale e fortunata fonte di ispirazione.

Nell’economia agricola il “Fattore” era di mezzo tra il “Padrone “ ed il “Mezzadro”, portava avanti l’azienda agricola. Intelligente, scaltro, a volte severo, a volte compiacente, ascoltava tutti, programmava, gestiva, mediava, rendicontava l’ azienda o le aziende agricole guardando dritto negli occhi e con la schiena dritta, pur se non semplice,  sia il “Possidente” che il “Contadino”. Tu eri proprio così e tutto mi fu confermato dalla fiducia e dalle testimonianze rivoltemi il giorno delle tue esequie.

Certo, non potevo non seguire i tuoi insegnamenti e quindi, immediatamente dopo il diploma e dopo qualche anno di esperienza in un’ impresa di costruzioni, decisi di iniziare una professione che a mio parere, in quel momento, mancava: il “Fattore dell’Industria”.

Immaginavo, e non sbagliavo, che nella gestione dei patrimoni immobiliari degli imprenditori industriali ci fosse spazio per una “figura di mezzo” tra  l’imprenditore ed i fornitori, detentore dei dati strategici dell’azienda che in accordo con l’imprenditore e nel rispetto del valore dei fornitori  progettasse, costruisse, facesse manutenzione, difendesse, rendesse funzionali e proattivi gli immobili dell’azienda, proprio come  facesti tu con il “padrone” ed il “mezzadro”.

Ne ho fatto così un mestiere verso i piccoli e grandi  imprenditori  marchigiani che non hanno rinnegato la cultura contadina, con i piedi ben saldi a terra, consci dei propri portafogli e ne vado fiero, ma altrove?

Alla fine degli anni ’90 le gestioni dei patrimoni immobiliari delle grandi istituzioni pubbliche e non, reinterpretarono e stravolsero questo mondo.

In quegli anni iniziai a frequentare il mondo del “reale estate”, conobbi i primi property manager, mi iscrissi e seguii la prima associazione milanese dei facility manager. Cominciarono a diffondersi i budget annuali, iniziarono le prime ristrettezze economiche e le esigenze si trasformarono da “progetti strategici” di lungo termine in “cambiali del giorno dopo” .

Le manutenzioni degli immobili, che nella cultura italiana vengono erroneamente considerati “eterni, incominciarono ed essere ritenute sempre meno insipensabili, iniziarono a vincere i concetti di marketing, l’estetica, il “tutto subito” al minor prezzo.
Si incominciò a mettere da parte il buonsenso, le regole base della fisica, della tecnica, l’importanza del progettista, del progetto e del costruttore, dei tempi di esecuzione.
Passò in secondo piano il rispetto per l’ essere umano nei confronti dei marchi , ai brands, al tempo, al costo.
Tutto deve costare meno, ma non si sa esattamente rispetto a che cosa. Passano anni per decidere un’opera, altri per finanziarla, poi va progettata velocemente,  si riperdono anni per la gara, altro tempo per l’appalto e poi si deve costruire velocemente su un progetto fatto altrettanto velocemente in barba ai più elementari concetti di buon senso, sicurezza e qualità costruttiva.

I lavori di manutenzione non si eseguono più perché necessari bensì perché coerenti al budget. Sei in grado di risparmiare rispetto al budget dell’anno precedente? Bravo meriti un premio! Il tutto indipendentemente dal risultato concreto ottenuto nell’ottica di lungo periodo.

Da quegli anni ha  sempre meno significato il valore della parola, della stretta di mano.
Si è persa l’abitudine di montare la bandiera italiana al “getto” di un tetto, non si fanno più le cene con le maestranze del cantiere. I contratti, da quel momento, cominciano ad essere sempre più complessi, migliaia di pagine di prescrizioni, obblighi, penali, che troppo spesso nessuno legge, nessuno applica. L’unica cosa importante: il rispetto del budget e del tutto “al meglio” nel più breve tempo possibile, quasi come in una rappresentazione teatrale.

Piano piano siamo arrivati ad oggi, spesso la proprietà non ha cognizione del proprio immobile. Ostaggio dei propri fornitori. Non c’è un libretto del proprio fabbricato (obbligatorio per tutto ma non per i fabbricati), non si sanno le caratteristiche dei propri impianti, non si è in grado di condurlo,  i problemi si risolvono mano a mano che si presentano, con un’ ottica di breve termine e di basso costo.

La parola manutenzione diventa, così, desueta.

E cosi inizia il valzer degli accordi quadro, degli appalti di calore, pur non conoscendo le caratteristiche degli impianti ne dei consumi; la rendicontazione delle pulizie viene fornita da chi le pulizie le esegue.
Le nostre Istituzioni non hanno contezza delle proprietà, se esistono le liste, non se ne conoscono gli usi, se sono noti, non si conoscono le loro caratteristiche, ne se sono liberi, utilizzati, utilizzabili o non.

E pensare che per l’economia l’immobile è un cespite fondamentale! Cosa e’ successo?

Che si puo’ fare?

Sicuramente, con il rispetto dei ruoli andrebbe ricostituito il #triangolomagico:  Proprietà – Fattore – Fornitore.

Prepariamo i Fattori del XXVI secolo, le condizioni ci sono.

Innoviamo il futuro del mondo immobiliare, senza rinnegare il passato…. benvenuto Fattore del XXI secolo.

Grazie per i tuoi insegnamenti, Babbo.

 

 

 

 

Non hai fatto il militare ? AIAIAIAIAI….

60° Corso Allievi Ufficiali Aeronautica Militare Italiana – Firenze 1982

copia di photo-2018-12-21-09-45-58Non hai fatto il militare ? AIAIAIAIAI….

questa che segue la mail integrale di un mio commilitone:

09/12/2018

“Caro Giorgio,

lo scorso novembre ho terminato la mia vita militare iniziata il 7 gennaio 1982.

In occasione del mio congedo, mi è venuto spontaneo ripensare a quelle persone che in qualche modo e per qualche tempo hanno percorso parallelamente e vicino a me un pezzo di cammino e , pertanto, il ricordo mi è tornato in modo facile ed improvviso al buon Giorgione Genangeli, compagno di camerata e di partecipate e sentite emozioni. E’ stato bello ritrovarti anche solo con il pensiero, mi si è scaldato il cuore al ricordo di noi poco più che ragazzini, che trovatici improvvisamente in un mondo ed una vita nuova e diversa.

De Ionna, Genangeli, Lombardini, Marcelli, Massafra, Rigon, Zucchi……..Quante sveglie, adunate, marce e libere uscite con cambi di abito nei bagni della stazione.

Ricordo con piacere l’ affiatamento che si instaurò fra di noi, una bella e sincera amicizia, una di quelle che forse, solo la naja riesce a creare.

Dopo tale premessa, non ti sembrerà, forse, più molto strano se ho cercato in rete qualcuno che rispondesse al nome di Giorgio Genangeli, da Jesi, e quando, con grande emozione e piacere ho trovato addirittura una tua foto abbinata al norme cercato, mi è sembrato normale sfruttare l’indirizzo mail ivi riportato per farti arrivare il mio “nostalgico” pensiero.

Ho anche cercato e rispolverate le foto, gelosamente custodite, che ci ritraggono assieme alla SGA, in alcuni momenti di vita da AUC.

Se ti fa piacere e qualora tu non le abbia più, te ne manderò volentieri una copia.

Non ti tedio oltre, anche perché mi auguro che pure tu sia mosso, se non dal piacere, dalla curiosità di ricontattare un commilitone del mitico 60° corso e che, pertanto, usi il numero che ti riporto di seguito per rinverdire quei ricordi e soddisfare curiosità relative al prosieguo della nostra vita.

Ah, ho letto che hai due figli, ma hai sposato la tua fidanzata di allora che mi sembra di ricordare si chiamasse Patrizia?

Spero di poterti sentire a breve

Con sincero affetto ed immutata simpatia”

BRIVIDIIIIIIIIIIIIIII….grazie LEONARDO!!!

Il Cantiere? Musica per le mie orecchie…

Mi piace immaginare il capocantiere come un maestro d’orchestra. Mi piace pensare agli operai come maestri nelle singole discipline. Ed io? me li godo!!

Natale 2018…Auguri!!

ww.youtube.com/watch?v=_DcsXBwLSZo

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2 Giugno 2017 – #ragazzidel99

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Consegna della Costituzione ai #ragazzidel99.

Cari ragazzi del ’99, carissima figlia, i vostri colleghi del 1917, non avevano la repubblica ne la Costituzione, appena diciottenni durante la prima guerra mondiale furono precettati e inviati nel campo di battaglia.

Al grido di “Viva l’Italia hanno mostrato d’essere degni del retaggio di gloria che su loro discende

abbiatene CONSAPEVOLEZZA …..

100 anni dopo contiamo ancora sui #ragazzidel99, con la costituzione in mano fate in modo di diventare i protagonisti del vostro futuro.

Sarà perche a ritirare la Costituzione c’era mia figlia,  sarà perché amo il mio paese ed il suo inno, sarà perché amo emozionarmi….. per questo ringrazio l’Amministrazione Comunale per l’ organizzazione della splendida cerimonia odierna.

Il terremoto visto 150 km dall’epicentro.

Il terremoto ti entra comunque dentro, ti inquieta. 

Tocca le tue emozioni più profonde, le tue certezze, la tua casa. 

Prima rimani sgomento, poi, come un pesciolino rosso, vaghi cercando di far finta di nulla, incominci la ricerca di notizie in tv, inizia il toto magnitudo, la conta delle vittime e delle devastazioni. 

Se ti è successo questo sei fortunato: sei oltre 100 km dall’ epicentro. Tranquillo, qualsiasi cosa tu faccia che stia a letto, oppure al lavoro, comodo sul divano, a fare shopping, avrai sempre un orecchio ed un occhio attento a quello che ti succede intorno…non è più la stessa cosa. 

Per fortuna che il corpo umano con il tempo sopisce queste sensazioni che, sopratutto per quelli che hanno la responsabilità di figli, genitori anziani, di lavorare per vivere, possono portare a gravi situazioni di stress psicologico. Evitate di ragionarci troppo, mettete da parte lo sgomento, ritornate alle vostre abitudini e sopratutto impegnatevi a far crescere la cultura del costruire antisismico. Ci hanno abituato a vedere l’estetica delle cose. Il valore di una CASA non è nelle sue finiture, ma prima di tutto nella sua capacità di proteggere voi ed i vostri figli da eventi purtroppo imprevedibili, non prendetevi in giro.. tutti noi abbiamo vissuto un terremoto e sicuramente siamo coscienti che ne sopporteremo altri…
Comprereste una bella autovettura, ma con difetti all’ impianto frenante? Vi interesserebbe sapere quanto consuma? Applichiamo questa regola al costruire:

Freni a posto? antisismica

Consumi? risparmio energetico

Comfort? Salubrita’ & comfort

Estetica? estetica

Tagliandi?  manutenzioni
Prezzo? valore adeguato alle prestazioni, NON si può peró prescindere dalle sicurezze di base prime tra queste la sicurezza e la salubrita’.

Da qui l’importanza della #diagnosi. Dalla carta di circolazione delle autovetture alla #cartadiproprieta dei fabbricati.

Devi pretendere di sapere le caratteristiche della tua casa altrimenti ben che ti vada continuerai a vivere come un #pesciolinorosso