Lettera aperta ad Ordini e Collegi

Carissimi Presidenti,
la percezione comune degli inscritti e’ quella che Ordini e Collegi sono organismi che autonomamente si occupano della formazione dei propri iscritti, della difesa delle proprie competenze ed opportunità’.
Il mondo sta cambiando velocemente,  il mondo professionale e’ stretto tra lo STATO, che  scarica addosso ai professionisti  le proprie inefficienze  senza fornire regole certe, il CLIENTE che conosce più’ i diritti che i doveri, la CRISI che esalta tutto, anche le  semplici tematiche di “comunicazione”, al negativo.
Solo qualche esempio minimale:
Avete mai fatto un Attestato di Prestazione Energetica?
Avete mai seguito una pratica sulla Sicurezza?
Avete mai fatto una Perizia Estimativa?
I professionisti per “sopravvivenza” saranno sempre più’ costretti a muoversi nel terreno insidioso della “prassi” del “così fan tutti” dimenticandosi pero’ che sopra l’incudine ci sono loro e che chiunque puo’ attivare il martello.
Le  attività’ professionali sempre più’ fanno riferimento a norme che non hanno la benché minima applicabilità nella realtà, spesso anche troppo interpretabili, questo, non va d’accordo con la professionalità. La collettività se decide di vivere con degli standard di qualità’ deve anche assumersene l’onere. Non si puo’ pretendere l’elevazione degli standard e trasferirne l’onere ad una sola categoria, tutti debbono contribuire pariteticamente allo standard. Lo standard qualitativo determina le attività, le attività il prezzo della prestazione.
Professionisti fate sentire la vostra voce, istruite i Committenti su le cose che debbono pretendere e richiedete, per eseguire pratiche professionali, i legittimi compensi.
Opponetevi costruttivamente, in tutte le sedi, alle norme inapplicabili.
Formatevi anche insieme se potete, facendo tesoro delle varie specificità e soprattutto elevando il livello di comunicazione interprofessionale.
I cantieri dove ci si diverte e ci si realizza di piu’ sono, sicuramente, quelli dove insieme hanno operato più’ professionisti, un architetto, un ingegnere, un geometra, un commercialista, un legale, coordinando le attività di un “mastro costruttore”,  per realizzare insieme il sogno di un “Committente Mecenate”.
I professionisti quando hanno scelto il proprio lavoro, l’hanno fatto, perché amavano la propria specialità; oggi, in edilizia un professionista e divenuto un “burocrate” che mette crocette, un “guardiano”, uno “psicologo”, tutti giorni fa la sua “partita a scacchi” con le norme, prosegue alla “cappa” (gergo marinaro) in questo mare tempestoso, non potendo seguire come vorrebbe la qualità del cantiere, sua vera specialità’.
Altro che incudine e martello……….e’ bello al mattino, svegliarsi, guardarsi allo specchio, sorridere, uscire e sapere cosa fare per soddisfare la STATO, il CLIENTE e soprattutto SE STESSI.
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